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"Napoli [...] è la più misteriosa città d'Europa, è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia. È la sola città del mondo che non è affondata nell'immane naufragio della civiltà antica. Napoli è una Pompei che non è stata mai sepolta. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico, precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno. [...] Non potete capire Napoli, non capirete mai Napoli."

- Curzio Malaparte, La Pelle, 1949

 

"Parthenope non è morta, Parthenope non ha tomba, Ella vive, splendida giovane e bella, da cinquemila anni; corre sui poggi, sulla spiaggia. E’ lei che rende la nostra città ebbra di luce e folle di colori, è lei che fa brillare le stelle nelle notti serene, ….quando vediamo comparire un’ombra bianca allacciata ad un’altra ombra, è lei col suo amante, quando sentiamo nell’aria un suono di parole innamorate è la sua voce che le pronunzia, quando un rumore di baci indistinto, sommesso, ci fa trasalire, sono i baci suoi, quando un fruscio di abiti ci fa fremere è il suo peplo che striscia sull’arena, è lei che fa contorcere di passione, languire ed impallidire d’amore la città. Parthenope, la vergine, la donna, non muore, non muore, non ha tomba, è immortale ...è l’amore."

- Matilde Serao, Leggende Napoletane, 1881

 

"Napoli [...] è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia. La sola città del mondo che non è affondata nell'immane naufragio della civiltà antica. [...] Non è una città: è un mondo. [...] Non potete capire Napoli, non capirete mai Napoli."

- Curzio Malaparte, La Pelle

 

 

TitoloVesuvio

 

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Il Vesuvio è uno dei simboli più importanti di Napoli. Il suo nome, probabilmente di origine indoeuropea, deriva da una parola che significa "illuminare" o "bruciare".

Il Vesuvio non è sempre stato come lo vediamo. Durante l'eruzione del 79 D.C. infatti il Monte Somma (di cui il Vesuvio fa parte) collassò su sé stesso a causa della violenta catastrofe. All'epoca la montagna era molto più alta ed aveva un'unica sommità. In quell'eruzione scomparvero le città di Pompei ed Ercolano e perse la vita il celebre erudito Plinio il Vecchio, a cui oggi è intitolata una delle strade più importanti di Pompei.

Grazie alla natura vulcanica del territorio, il Vesuvio e molte altre zone nelle sue vicinanze godono di un'incredibile fertilità. Questa caratteristica ha fatto sì che i popoli antichi lo ritenessero sacro a Dioniso, per la gran quantità e qualità di vino che veniva prodotto grazie ad essa.

Sul Vesuvio si colloca anche la nascita di Pulcinella, nato dal guscio di un uovo magico comparsovi sulla sommità per volontà di Plutone, dio degli Inferi e dei Morti.

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Il Vesuvio è uno dei simboli più importanti di Napoli. Il suo nome, probabilmente di origine indoeuropea, deriva da una parola che significa "illuminare" o "bruciare". La sua fertilità ha fatto sì che i popoli antichi lo ritenessero sacro a Dioniso. Su di esso si colloca anche la nascita di Pulcinella.

 

 

TitoloCorniciello

 

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Oggetto scaramantico per eccellenza del popolo napoletano è il corno portafortuna, "'o curnaciello", adoperato per scacciare il malocchio e ottenere fortuna nel gioco o successo negli affari. Per funzionare, però, dev'essere fatto rigorosamente a mano e di colore rosso (come il rame). Dev'essere "tuosto, stuorto e cu 'a ponta". Ma più importante di tutto il resto, dev'essere stato ricevuto in dono.

La storia del corno portafortuna affonda le radici nell'angichità. Simbologia diffusa in tutte le civiltà e culture: ebraica, cristiana, sumera, indù, cinese, etc... già nel 3.500 a.C gli uomini delle caverne appendevano all'entrata del loro rifugio delle corna di animali uccisi, simbolo di prosperità e potenza, ma anche di fertilità.

Matilde Serao disse che la scaramanzia nacque a Napoli, mischiando credenze e superstizioni delle altre popolazioni e portandole all'eccesso.

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Oggetto scaramantico per eccellenza del popolo napoletano, adoperato per scacciare il malocchio. Per funzionare, però, dev'essere fatto rigorosamente a mano e di colore rosso. Ma più importante di tutto il resto, dev'essere stato ricevuto in dono. 

 

 

TitoloMargherita

 

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La pizza Margherita è la tipica pizza napoletana, condita con pomodoro, mozzarella, basilico fresco, sale ed olio. Rappresenta il simbolo per antonomasia del patrimonio culturale e culinario napoletano.

 

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La pizza Margheriuta è la tipica pizza napoletana, condita con pomodoro, mozzarella, basilico fresco, sale ed olio. Rappresenta il simbolo per antonomasia del patrimonio culturale e culinario napoletano.

Una diffusa credenza vuole che nel giugno 1889, per onorare la regina d'Italia, Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito della pizzeria Brandi inventò una pietanza che chiamò proprio "pizza Margherita" dove i condimenti salati capitategli tra le mani (pomodoro, mozzarella e basilico) rappresentavano i colori della bandiera italiana.

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TitoloSanGennaro

 

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Patrono principale di Napoli. Si recò insieme al lettore Desiderio e al diacono Festo in visita ai fedeli a Pozzuoli. Quando il diacono di Miseno fu arrestato per ordine del persecutore Dragonzio, Gennaro intercesse per la sua liberazione facendo professione di fede cristiana, per cui fu arrestato insieme ai suoi compagni e condannato a morte. Il giorno dopo gli furono tagliate le teste.

 

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San Gennaro (272 - 395) è stato un vescovo e un martire cristiano. Venerato come santo dalle chiese Cattolica e Ortodossa. Patrono principale di Napoli, nel cui duomo sono custodite le sue ossa e due antichissime ampolle contenenti il suo sangue.

Vescovo di Benevento si recò insieme al lettore Desiderio e al diacono Festo in visita ai fedeli a Pozzuoli. Il diacono di Miseno, Sossio, fu arrestato per ordine del persecutore Dragonzio, governatore della Campania, lungo la strada che stava percorrendo per recarsi alla visita pastorale. In seguito, Gennaro insieme a Festo e Desiderio si recò in visita al prigioniero, ma avendo interceduto per la sua liberazione e avendo fatto professione di fede cristiana, furono arrestati da Dragonzio e condannati ad essere sbranati dai leoni nell'anfiteatro a Pozzuoli. Il giorno dopo, però, per l'assenza del governatore stesso, la condanna fu mutata nel taglio della testa.

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TitoloPulcinella

 

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Sfrontato, chiacchierone, si prende gioco dei potenti e dei politici con la sua ironia. Al contempo comico e ragico, ingenuo e scaltro, affidabile e arrogante, ricco e povero. Incarna l'anima stessa di Napoli e del suo popolo, con tutte le sue contraddizioni, ma con una gran voglia di riscossa nonostante le avversità. 

 

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La maschera di Napoli più popolare ed antica. Sfrontato, chiacchierone e si prende gioco dei potenti e dei politici con la sua ironia. Incarna da sempre l'universo del popolo partenopeo che da millenni esorcizza le sue angosce esistenziali inventando simboli, riti e personaggi. Maschera nata dalla fantasia dell'attore Silvio Fiorillo nella seconda metà del '500, ma ha origini molto più antiche. Alcuni lo fanno discendere da un personaggio delle Atellane romane di nome Maccus.

Pulcinella non è una semplice maschera, ma incarna l'anima stessa di Napoli e del suo popolo, con tutte le sue contraddizioni, ma con una gran voglia di riscossa nonostante le avversità. Secondo alcuni il suo nome deriverebbe da "piccolo pulcino" perché nasce da un uovo di gallina, animale sacro a Persefone, sposa di Ade e regina degli Inferi. Motivo per cui la sua maschera è nera e funerea e l'incarnato cadaverico.

Pulcinella è al contempo comico e tragico, ingenuo e scaltro, affidabile e arrogante, ricco e povero. Incarna tutti i tratti del napoletano autentico.

 

TitoloTot

 

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Antonio de Curtis è stato un attore napoletano, simbolo dello spettacolo comico italiano. Simbolo indiscusso di Napoli. Spesso stroncato dalla gran parte dei critici cinematografici a causa del suo modello interpretativo del tutto autonomo, dopo la sua morte è stato ampiamente rivalutato. La sua figura è così amata e adorata che per il popolo napoletano è sacra quanto quella di San Gennaro e Pulcinella.

 

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Totò (Antonio de Curtis, 1898 - 1967) è stato un attore napoletano, simbolo dello spettacolo comico italiano. Simbolo indiscusso di Napoli.

In quasi cinquant'anni di carriera lavorò in teatro, cinema e televisione, anche in pubblicità, donandoci ore e ore di divertimento e cultura. Spesso stroncato dalla gran parte dei critici cinematogrfici a causa del suo modello interpretativo, del tutto autonomo, dopo la sua morte è stato ampiamente rivalutato.

La sua figura è così amata e adorata che per il popolo napoletano è sacra quasi quanto quella di San Gennaro e Pulcinella.

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